Smetti di usare la spugna per i piatti: è un ricettacolo di batteri. Ecco l’alternativa più igienica

C’è un momento, in cucina, in cui ti senti pulitissimo: piatti che brillano, lavello in ordine, mani profumate di detersivo. Poi guardi la spugna lì accanto, umida e un po’ “stanca”, e ti viene un dubbio fastidioso: ma davvero sto pulendo, o sto spalmando qualcosa in giro?

Perché la spugna tradizionale diventa un problema

La spugna per i piatti classica è comoda, economica e sempre a portata di mano. Il guaio è il suo “superpotere”: assorbe. Acqua, residui di cibo, grassi. E quando qualcosa resta intrappolato tra i pori, insieme all’umidità costante, si crea l’ambiente ideale per la proliferazione di batteri.

Qui entrano in scena nomi poco simpatici come E. coli e Salmonella. Non significa che ogni spugna sia un pericolo immediato, ma significa che, se resta umida a lungo e viene usata su superfici diverse, può diventare un punto di passaggio per microrganismi indesiderati.

In pratica, succede questo:

  • Trattiene umidità per ore, a volte per giorni.
  • Incastra residui alimentari difficili da vedere.
  • Viene usata su piatti, taglieri, lavello, a volte anche sul piano cucina, aumentando le contaminazioni incrociate.

Sostituirla spesso aiuta, ma non risolve del tutto

Una regola realistica è sostituire la spugna ogni 1 o 2 settimane, oppure prima se inizia a puzzare (quel cattivo odore è un segnale da non ignorare). Molti provano anche a “salvarla” con metodi di igienizzazione. Funzionano in parte, ma non cancellano la natura del problema, cioè una struttura che intrappola e trattiene.

I metodi più comuni sono:

  1. Bollitura per circa 5 minuti.
  2. Ammollo in candeggina diluita (1 parte di candeggina e 9 di acqua) per 5 minuti, poi risciacquo abbondante.
  3. Microonde (solo se la spugna è adatta e ben bagnata, per evitare rischi), come tentativo di ridurre la carica microbica.

Sono soluzioni tampone. Utile, sì. Definitivo, no.

L’alternativa più igienica: la spugna in luffa

Se vuoi un cambio semplice, concreto e anche più sostenibile, la scelta che spesso sorprende di più è la spugna in luffa. È una fibra vegetale porosa, asciuga più rapidamente e, proprio perché non “rimane fradicia” come una spugna sintetica, rende più difficile la vita ai batteri.

Perché è considerata più igienica nella pratica quotidiana?

  • Favorisce la circolazione dell’aria, quindi asciuga prima.
  • Trattiene meno acqua a lungo, riducendo l’umidità persistente.
  • Ha una buona capacità di rimuovere grasso e residui, facendo anche una schiuma soddisfacente.
  • È biodegradabile e spesso compostabile, quindi più gentile con l’ambiente.

Un accorgimento importante: la luffa va comunque sciacquata bene e liberata dai residui che possono incastrarsi. La differenza è che, se la strizzi e la lasci in un punto arieggiato, tende a “riprendersi” molto meglio.

Altre alternative pratiche (e quando convengono)

A volte la scelta migliore dipende da come lavi e da cosa cucini. Ecco un confronto rapido e utile:

AlternativaPunti fortiAttenzione a
Spugna in siliconePoco porosa, facile da lavare, asciuga in fretta, spesso antigraffioMeno efficace su incrostazioni dure senza supporto
Panni in microfibraLavabili ad alte temperature, riutilizzabiliDa cambiare spesso e lavare bene, altrimenti accumulano odori
Spugne in cellulosa antibattericaAssorbenti, pratiche, alcune con lato abrasivo delicatoNon sono “eterne”, vanno sostituite regolarmente
Spazzole da cucinaSetole che asciugano rapidamente, ottime per piatti e pentoleDa risciacquare con cura tra le setole

Piccole abitudini che fanno una grande differenza

Qualunque strumento tu scelga, ci sono tre gesti che alzano subito il livello di igiene in cucina:

  • Strizza sempre molto bene dopo l’uso, senza lasciare gocciolare.
  • Falla asciugare in verticale o in un punto ventilato, non appoggiata in una pozza d’acqua.
  • Separa gli usi: una cosa per i piatti, un’altra per il lavello o superfici “sporche”.

Se ti interessa davvero ridurre il rischio e lavare con più tranquillità, il cambio più semplice è questo: lascia perdere la spugna classica e passa alla luffa. Ti sembrerà una piccola scelta, ma in cucina le piccole scelte si vedono ogni giorno.

Redazione Musica News

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