Quel sapore un po’ “spento”, quella crema che non arriva mai, o peggio ancora, quel gorgoglio strano mentre il caffè sale. Se ti è capitato, lo dico piano perché ci siamo passati in tanti, spesso non è colpa della miscela: è la moka piena di calcare che sta chiedendo aiuto.
Perché il calcare rovina il caffè (e la moka)
Il calcare è un deposito minerale che si forma quando scaldi acqua ricca di sali. Con il tempo si attacca alla caldaia, al filtro e persino al beccuccio. Risultato?
- il passaggio dell’acqua diventa più lento
- la pressione lavora male
- il caffè può uscire più amaro o “metallico”
- le parti interne si opacizzano e si incrostano
In pratica, è come provare a bere con una cannuccia mezza tappata.
Il metodo naturale “da 10 minuti” con aceto bianco
Qui andiamo dritti al punto: il rimedio più rapido e comune sfrutta l’acidità dell’aceto bianco, che scioglie i residui minerali senza bisogno di detergenti.
Cosa ti serve
- Aceto bianco
- Acqua
- (Opzionale) un pizzico di sale fino
- Uno spazzolino morbido o uno spazzolino da denti dedicato
Procedura passo passo
- Svuota e smonta la moka: separa caldaia, imbuto, filtro e raccoglitore. Dai un’occhiata a guarnizione e filtro, se sono induriti o deformati, valuta la sostituzione.
- Riempi la caldaia con una miscela 50% acqua e 50% aceto bianco, senza superare il livello della valvola.
- Inserisci imbuto e filtro vuoti, avvita bene la moka (senza forzare).
- Metti sul fuoco basso e lascia che la soluzione salga, come se stessi facendo un caffè, ma senza caffè.
- Quando la miscela è arrivata nel raccoglitore, spegni e lascia raffreddare 5-10 minuti.
- Svuota tutto e risciacqua abbondantemente con acqua calda, più di una volta.
Se le incrostazioni sono ostinate, puoi aggiungere un pizzico di sale fino nella miscela, aiuta con un leggero effetto abrasivo, ma senza esagerare.
Variante più delicata per moka in alluminio
Se la tua moka è in alluminio, meglio essere gentili: l’aceto è utile, ma una soluzione troppo forte può essere aggressiva nel lungo periodo.
Prova così:
- 2 parti di acqua e 1 parte di aceto
- lascia salire la soluzione come nel metodo standard
- nel frattempo, immergi filtro e imbuto nella stessa miscela e pulisci i forellini con uno spazzolino morbido
Il trucco è proprio nei dettagli: quei microfori sono piccoli, ma fanno la differenza tra un flusso regolare e un caffè “strozzato”.
Alternativa senza aceto: acido citrico, naturale e neutro
Se l’odore dell’aceto ti infastidisce (capisco benissimo), c’è un’opzione altrettanto naturale: l’acido citrico, spesso usato anche per la manutenzione domestica contro il calcare. È un alleato pulito, efficace e con un profilo di odore molto più discreto.
Come fare
- Riempi la caldaia d’acqua e aggiungi 2 cucchiaini di acido citrico (circa 1 cucchiaino per una moka da 5 tazzine).
- Monta la moka senza caffè e fai salire la soluzione sul fuoco basso.
- Svuota e risciacqua molto bene. Se vuoi essere impeccabile, fai un secondo “giro” con sola acqua.
Se ti interessa capire cosa sia a livello chimico, l’idea è sempre quella: un acido scioglie i depositi di calcare e libera i passaggi.
Manutenzione furba: come evitare che torni subito
La pulizia “shock” salva la moka, ma la vera magia è la costanza. Ecco cosa funziona davvero:
- decalcifica una volta al mese se l’acqua è dura
- usa acqua filtrata o poco mineralizzata
- controlla regolarmente i forellini del filtro con spazzolino o stuzzicadenti
- dopo il lavaggio, asciuga bene e non richiudere la moka ancora umida
Come capire se hai pulito davvero (senza rovinare il primo caffè)
Dopo la decalcificazione, fai salire una moka di sola acqua. Poi annusa: se non senti aceto (o nota acida), sei a posto. A quel punto, il caffè tornerà a uscire con un flusso più pieno e regolare, e spesso te ne accorgi già dal suono, più “pulito”, meno affannato.
Dieci minuti, un ingrediente naturale, e la tua moka torna a fare il suo lavoro come si deve. E tu torni a riconoscere il primo sorso, quello che ti rimette in carreggiata.




