Ti è mai capitato di notare quell’alone scuro nell’angolo, di far finta di niente per qualche giorno e poi scoprire che, in silenzio, si è allargato? La muffa è così: discreta ma tenace. La buona notizia è che puoi affrontarla senza riempire casa di odori aggressivi o ricorrere alla candeggina.
Perché la candeggina spesso non è la soluzione “definitiva”
Capisco la tentazione: la usi, vedi il nero schiarire e pensi di aver risolto. Il punto è che la candeggina tende ad agire bene in superficie, mentre le colonie possono restare più in profondità, soprattutto su intonaci e pitture porose. Inoltre, tra vapori e possibile stress per le finiture, rischi di ottenere un effetto rapido ma poco duraturo.
Se l’obiettivo è dire davvero addio alla muffa, serve un approccio più “furbo”: pulizia mirata e, soprattutto, prevenzione dell’umidità.
Prima di iniziare: piccole precauzioni che fanno la differenza
Prima ancora di spruzzare qualsiasi cosa, prepara il campo. Ti sembrerà eccessivo, ma evita di spargere spore in giro.
- Indossa guanti, mascherina e, se li hai, occhiali protettivi
- Proteggi pavimento e battiscopa con un telo
- Arieggia bene la stanza (e continua anche dopo)
- Fai una rimozione meccanica leggera: inumidisci un panno e “solleva” lo strato superficiale, senza strofinare a secco
Metodo 1: aceto bianco, il rimedio semplice che sorprende
È quello che consiglio più spesso perché è immediato e, su molte pareti, funziona davvero bene.
- Versa aceto bianco puro in uno spruzzino (oppure diluisci 1:1 con acqua se la parete è delicata)
- Spruzza sulla zona, in modo uniforme, senza inzuppare
- Lascia agire 1-2 ore (anche di più se la macchia è ostinata)
- Passa un panno umido o una spugna morbida, poi asciuga con cura
- Arieggia per far andare via l’odore e ripeti per qualche giorno, fino a una settimana se serve
Metodo 2: pasta di bicarbonato di sodio, delicata e ottima anche in prevenzione
Quando vuoi qualcosa di più “gentile”, soprattutto su pitture che temi di rovinare, il bicarbonato è un alleato affidabile.
- Mescola 2-3 cucchiai di bicarbonato con poca acqua, fino a ottenere una pasta
- Spalmala sulla muffa e lascia agire 10-15 minuti (fino a 1 ora per macchie più marcate)
- Strofina con delicatezza, risciacqua leggermente e asciuga molto bene
È ideale anche come pulizia periodica nelle zone critiche, ad esempio dietro un armadio o vicino a una finestra.
Metodo 3: aceto + bicarbonato, quando vuoi un effetto “potenziato”
Qui la chiave è usarli con criterio, senza aspettarsi magie istantanee, ma una buona spinta sì.
- Sciogli un po’ di bicarbonato in acqua (spruzzino)
- Aggiungi l’aceto e, se vuoi, poche gocce di olio essenziale (ad esempio tea tree)
- Spruzza, attendi circa 1 ora, poi rimuovi con un panno
- Per alcuni casi funziona bene ripetere per più giorni, senza risciacquare in modo aggressivo
Metodo 4: acqua ossigenata con bicarbonato e sale, per macchie resistenti
Quando la macchia sembra “stampata” sul muro, questa combinazione può essere utile, ma va trattata con rispetto.
- Mescola 250 ml di acqua, 2 cucchiai di acqua ossigenata (30-40 vol.), 1 cucchiaino di bicarbonato e un pizzico di sale
- Spruzza, lascia agire 10-15 minuti, poi strofina e asciuga
- Importante: fai prima una prova in un angolo nascosto, perché può scolorire alcune pitture
Prevenzione: la parte che ti fa vincere davvero
Pulire è solo metà del lavoro. L’altra metà è togliere alla muffa ciò che ama di più: umidità e aria ferma.
- Usa un deumidificatore o un estrattore in bagno e cucina
- Lascia almeno 5 cm tra mobili e parete per far circolare l’aria
- Controlla condensa, possibili infiltrazioni e ponti termici
- Solo a parete perfettamente asciutta, valuta una vernice antimuffa
Se la muffa è estesa, ritorna velocemente o senti odore persistente di umido, può essere il segnale di un problema strutturale: in quel caso, meglio confrontarsi con un professionista.




