C’è un momento, davanti al termosifone che gorgoglia, in cui ti senti quasi un tecnico: prendi la chiavetta, un panno, e pensi “ci metto due minuti”. Eppure è proprio lì che tantissimi inciampano, trasformando una semplice manutenzione in una piccola alluvione domestica.
L’errore che rovina tutto (e perché succede)
L’errore più comune quando si spurgano i termosifoni è aprire troppo la valvola di sfiato. Sembra banale, lo so. Ma è un gesto istintivo: se vuoi far uscire l’aria, ti viene da pensare “apro di più, così faccio prima”.
In realtà, aprendo oltre un quarto o mezzo giro, rischi di:
- far uscire troppa acqua calda, con schizzi e sporco su muro e pavimento,
- causare spreco d’acqua e la conseguente necessità di rabboccare l’impianto,
- stressare la valvolina, e poi, per la fretta, richiuderla stringendo troppo, con possibile danno alla sede o micro-perdite future.
Il trucco mentale è semplice: lo spurgo non è un rubinetto da aprire, è una “fessura controllata” da gestire con delicatezza.
La regola d’oro: basta un soffio
Quando apri correttamente, senti un sibilo: è l’aria che esce. Quello è il segnale che stai facendo la cosa giusta. Se invece esce subito un getto d’acqua deciso, è quasi sempre perché hai esagerato con l’apertura.
Ricordati questa sequenza, molto concreta:
- sibilo (aria),
- qualche goccia,
- flusso d’acqua continuo e pulito.
Appena arrivi al punto 3, chiudi. Non “tra un attimo”, non “ancora un secondo”. Chiudi e basta.
Procedura corretta passo per passo
Ecco il metodo più pulito, sicuro e, sì, anche più veloce.
1) Preparazione (la parte che evita disastri)
- Spegni l’impianto e attendi che i termosifoni si raffreddino (almeno 10 minuti).
- Apri completamente la valvola termostatica del radiatore da spurgare.
- Tieni pronti:
- chiave di spurgo (o cacciavite/pinze con cautela),
- secchiello basso o contenitore,
- panno spesso o straccio,
- guanti se temi l’acqua calda.
Suggerimento pratico: proteggi anche il muro dietro la valvola con un panno, gli schizzi “a sorpresa” vanno sempre dove non vuoi.
2) Ordine: da vicino alla caldaia e dal basso verso l’alto
In una casa su più piani, procedi dal piano più basso a quello più alto. In generale, parti dai termosifoni più vicini alla caldaia e prosegui.
3) Apertura minima, controllo massimo
- Individua la valvola di sfiato, di solito in alto, sul lato opposto della manopola.
- Posiziona il contenitore sotto.
- Ruota lentamente in senso antiorario solo un quarto di giro (mezzo al massimo).
Qui sta la differenza tra un lavoro “da manuale” e uno da asciugare con il mocio.
4) Quando chiudere (senza forzare)
- Lascia uscire l’aria finché il sibilo si attenua.
- Chiudi subito quando esce solo acqua in modo costante, senza gorgoglii.
Chiudi in senso orario, ma senza stringere: la valvola deve essere ben chiusa, non “serrata con rabbia”.
Dopo lo spurgo: il controllo che molti saltano
A lavoro finito:
- riaccendi l’impianto,
- verifica che i termosifoni scaldino in modo uniforme,
- controlla la pressione della caldaia (se è scesa, potrebbe servire un piccolo rabbocco).
Questo passaggio è cruciale: l’aria uscita dal radiatore può significare acqua in meno nel circuito, e un impianto con pressione bassa rende peggio e può andare in blocco.
Quando spurgare (e i segnali da non ignorare)
Spurga quando noti:
- rumori di gorgoglio o scroscio,
- termosifone caldo sotto e freddo in alto,
- rendimento calato (ci mette troppo a scaldare).
In genere, farlo una volta l’anno, all’inizio della stagione fredda, è una buona abitudine. E sì, uno spurgo fatto bene migliora la circolazione e può aiutare a ridurre i consumi, perché il calore si distribuisce meglio nel sistema di riscaldamento.
Il punto finale: perché quell’errore è così diffuso
Perché lo spurgo sembra un gesto “meccanico”, invece è un’operazione di precisione. Aprire troppo è il modo più rapido per perdere controllo. Aprire poco è il modo giusto per far uscire l’aria, senza trasformare una manutenzione in un problema. E la prossima volta, te lo assicuro, basterà davvero un soffio.




