C’è un momento, prima di chiudere la porta, in cui il cane ti guarda e sembra dire: “Ok, ma quanto ci metti?”. E lì parte la domanda che quasi tutti si fanno, spesso con un pizzico di senso di colpa: quanto tempo può restare solo un cane, davvero?
La risposta che molti non si aspettano è questa: per un cane adulto sano e già abituato alla solitudine, la soglia sostenibile, nella vita di tutti i giorni, è in genere 4-6 ore al giorno. Le famose 8 ore da ufficio possono succedere, ma dovrebbero restare un’eccezione, non la routine.
La regola che conta più di tutte: età e abitudine
Il tempo di “solitudine tollerabile” non è una gara di resistenza. È un equilibrio tra bisogni fisici (pipì, movimento, alimentazione) e bisogni emotivi (contatto, stimoli, sicurezza). E l’età, qui, fa davvero la differenza.
Ecco una guida pratica, realistica, basata su ciò che in genere funziona:
- Cuccioli (meno di 6 mesi): 1-2 ore. Hanno vescica piccola, routine fragile e un cervello che sta imparando tutto. Restare soli troppo presto aumenta il rischio di ansia da separazione e incidenti in casa.
- Adolescenti (6-18 mesi): 2-4 ore. Energia a mille, autocontrollo a metà. Se si annoiano, “inventano” attività (spesso poco apprezzate) come rosicchiare, scavare, abbaiare.
- Cani adulti (oltre 18 mesi): 4-6 ore al giorno, con un massimo di 6-8 ore solo in casi eccezionali. Da adulti molti cani riescono a rilassarsi e dormire, ma non significa che sia l’ideale farlo ogni giorno.
- Cani anziani (7-10 anni): 2-6 ore, variabili. Alcuni dormono volentieri, altri hanno esigenze più frequenti (sete, bisogni, farmaci, dolori articolari) e chiedono più attenzione.
Perché “8 ore” non è solo una questione di pipì
Certo, trattenere i bisogni è un pezzo del problema, ma non è l’unico. La solitudine prolungata può diventare un mix di noia, frustrazione e stress. Immagina una giornata intera senza stimoli: nessuna passeggiata, nessun gioco, nessuno scambio. Anche un cane tranquillo, a lungo andare, può cambiare.
I segnali tipici da non sottovalutare:
- Distruzione (porte graffiate, oggetti rotti, cuscini “esplosi”).
- Vocalizzazioni (abbaio continuo, ululati).
- Iperattaccamento quando torni, come se avesse “trattenuto il fiato”.
- Episodi di sporcare in casa pur essendo educato.
- Comportamenti ripetitivi (leccamento ossessivo, camminare avanti e indietro).
Queste reazioni non sono “dispetti”. Sono comunicazione, e spesso indicano difficoltà nella gestione della separazione.
Non esiste un numero magico: i fattori che cambiano tutto
Due cani della stessa età possono vivere la solitudine in modo opposto. Dipende da:
- Temperamento (cani più sensibili o più indipendenti)
- Socializzazione e storia personale (adozioni, cambi di casa, traumi)
- Stato di salute (problemi urinari, intestinali, dolori)
- Livello di energia e bisogno di attività
- Ambiente domestico, routine e prevedibilità, in termini semplici, quanto “capisce” cosa succede
In fondo, la solitudine è una competenza, non una punizione. E si costruisce con gradualità, un po’ come si costruisce l’autonomia in un bambino.
Come rendere sostenibile una giornata lunga (senza “abituarlo a sopportare”)
Se la tua routine richiede assenze importanti, l’obiettivo non è far “stringere i denti” al cane. È costruire una giornata adatta ai suoi bisogni. Alcune soluzioni pratiche:
- Passeggiata lunga prima di uscire, con annusate e qualche esercizio semplice
- Arricchimento ambientale, come giochi di problem solving e masticativi sicuri
- Una pausa a metà giornata, tramite dog sitter, vicino, familiare
- Asilo diurno o pensione diurna, se il cane ama stare con altri cani
- Routine stabile, perché la prevedibilità abbassa lo stress (è una forma di condizionamento quotidiano)
Quando parlare con il veterinario è la scelta più intelligente
Se noti segnali di disagio, se il cane è anziano, se ci sono problemi di salute, o se stai per cambiare ritmi (nuovo lavoro, trasloco, rientro in ufficio), un confronto con un veterinario è prezioso. Ogni cane ha una storia unica, e una risposta “standard” non basta sempre.
La conclusione, quella che chiarisce davvero il dubbio, è semplice: un cane può restare solo, sì, ma per stare bene non dovrebbe restarci troppo. Per molti adulti, 4-6 ore è il punto di equilibrio. E se ogni tanto diventano 8, va gestito come un evento speciale, con supporto, pause e una giornata pensata su misura.




