Ti è mai capitato di sentire quel suono secco, ritmico, proprio mentre ti rilassi sul divano, e di capire subito che il “colpevole” ha quattro zampe e nessun senso di colpa? La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non è dispetto: è comunicazione felina. E si può correggere, senza guerre fredde in salotto.
Perché il gatto sceglie proprio i mobili
Prima di “aggiustare” il comportamento, vale la pena guardarlo con gli occhi del gatto. Graffiare è un bisogno, non un vizio.
I motivi più comuni sono:
- Igiene delle unghie, perché rimuove lo strato esterno consumato.
- Marcatura del territorio, tramite odori e feromoni rilasciati dai cuscinetti delle zampe.
- Stiracchiamento e scarico di tensione, spesso dopo il sonno o in momenti di eccitazione.
- Preferenza per punti visibili, come angoli del divano, stipiti, zone di passaggio. Se è “in vista”, per lui è perfetto.
Quindi sì, se lo fa vicino al divano o alla porta, non è casuale: sono luoghi centrali della casa e della routine.
Il metodo più usato (e più efficace): il tiragraffi, ma fatto bene
La strategia che funziona davvero è il reindirizzamento: offrire un’alternativa migliore, nel posto giusto, e renderla irresistibile.
Un tiragraffi attraente non è “uno qualunque”. Deve essere:
- Stabile, non deve traballare.
- Della forma giusta: verticale per chi ama allungarsi, orizzontale per chi gratta a terra, inclinato per alcuni gatti più “creativi”.
- Con texture gradite, spesso sisal o cartone. Molti gatti sono schizzinosi, quindi provare 2 materiali diversi può fare miracoli.
- Alto abbastanza (per i verticali), idealmente almeno quanto il gatto quando si stira.
La regola d’oro è semplice: il tiragraffi va messo dove lui già graffia, almeno all’inizio. Se il divano è la “bacheca”, il tiragraffi deve stare lì accanto, non in un angolo lontano.
Rendilo invitante in modo intelligente
Una volta piazzato nel punto strategico, entra in gioco l’attrazione.
Ecco cosa puoi usare:
- Erba gatta (catnip), una spolverata o uno spray.
- Feromoni sintetici in spray o diffusore, utili soprattutto se il gatto è stressato o se ci sono cambiamenti in casa.
- Odori familiari, come una vecchia maglietta o un plaid già usato, appoggiati vicino al tiragraffi per “dire” che è una zona sicura.
Un trucco pratico: quando vedi che sta per graffiare il mobile, non sgridarlo. Spostalo con calma verso il tiragraffi o attiralo con un gioco, poi premialo quando lo usa. Premio immediato significa snack, carezza se la gradisce, o 30 secondi di gioco.
Prima togli il “richiamo” dal mobile
Se ha graffiato spesso lo stesso punto, lì resta un segnale olfattivo che lo invita a tornare. Per questo conviene:
- Pulire bene la superficie con detergenti adatti (meglio se specifici per eliminare residui organici e odori).
- Asciugare e, se possibile, cambiare leggermente l’area, anche solo spostando un cuscino o una coperta.
Non è maniacalità, è strategia.
Protezione temporanea: salva-divano senza stress
Mentre il gatto “impara” la nuova abitudine, proteggi i punti critici con soluzioni semplici e atossiche:
- Nastro biadesivo (molti gatti odiano la sensazione appiccicosa).
- Fogli di alluminio o coperture lisce in plastica.
- Lenzuola o teli ben tesi.
- Spray repellenti naturali delicati (agrumi o lavanda), solo se il gatto li tollera e senza esagerare.
L’obiettivo non è punire, è rendere il mobile meno interessante.
Cose utili in più (se il problema continua)
Se nonostante tutto insiste:
- Taglio regolare delle unghie, con calma e gradualità. Se non ti senti sicuro, chiedi al veterinario o al toelettatore.
- Cappucci per unghie, solo dopo consiglio professionale, non sono adatti a tutti.
- Se graffia la porta per uscire, valuta una soluzione pratica come una gattaiola o un arricchimento ambientale maggiore (giochi, mensole, percorsi).
- Se il comportamento è improvviso o compulsivo, considera un confronto con un medico veterinario o un esperto in comportamento.
La chiave, alla fine, è una: non “far smettere” di graffiare, ma insegnargli dove farlo. Quando il tiragraffi diventa più comodo e più gratificante del divano, il salotto torna tuo. E lui resta felice, che è l’unica vera vittoria possibile.

