Nuovi buoni postali: ecco quali comprare per avere il massimo rendimento possibile

C’è un momento, quando ti metti a guardare i Buoni Fruttiferi Postali, in cui ti sembra tutto semplice, “scelgo quello col numero più alto e via”. Poi inizi a leggere le condizioni, capisci quando maturano gli interessi, cosa succede se ti serve liquidità prima, e ti rendi conto che il “massimo rendimento” non è un unico numero, è un incastro tra tempo, vincoli e obiettivi.

Prima cosa: cosa rende davvero “redditizio” un BFP nel 2026

I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e hanno garanzia dello Stato, non prevedono commissioni di sottoscrizione o rimborso e hanno una fiscalità spesso vantaggiosa rispetto ad altri strumenti.

In pratica, prima di scegliere, io guarderei sempre questi tre punti:

  1. Quando vengono pagati gli interessi, solo a scadenza o anche prima.
  2. Quanta liquidità vuoi mantenere, cioè quanto ti pesa l’idea di uscire prima e prendere poco o nulla.
  3. Il rendimento lordo e quello netto, perché sugli interessi si applica la tassazione (in genere 26%).

In più ci sono due dettagli che fanno comodo ricordare:

  • Esenzione dall’imposta di bollo fino a 5.000 euro.
  • In molti casi non concorrono all’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare.

I “nuovi” BFP più interessanti per massimizzare il rendimento

Se l’obiettivo è avvicinarsi al massimo possibile nel 2026, i più citati per rendimento sono quelli a 4 anni e la linea a scatti su 12 anni. Ecco una mappa chiara.

Linea BFPDurataRendimento indicato (lordo)Perché può convenire
Plus 4 anni (TF504A260127)4 anni5,718% cumulativo (1,40% finale)È “tutto o niente”: premio solo a scadenza, prima rendimento 0%
Premium 4 anni / Buono 1004 annifino al 3% a scadenzaPensato per nuova liquidità, rimborso anticipato possibile dopo 12 mesi
3×412 annifino al 3% a scattiUscite programmate a 3, 6, 9, 12 anni, utile se vuoi flessibilità

Come scegliere tra Plus, Premium e 3×4 senza pentirsi

Qui la differenza la fa il tuo orizzonte temporale, non solo il tasso.

  • Se sei certo di non toccare i soldi per 4 anni, il Plus 4 anni è spesso quello che “stacca” di più sul totale, ma devi accettare l’idea che prima della scadenza non maturi nulla.
  • Se hai nuova liquidità e vuoi un 4 anni più “lineare”, Premium/Buono 100 è interessante, anche perché dopo 12 mesi puoi rientrare (verificando sempre le condizioni puntuali del prodotto).
  • Se invece vuoi una strada a tappe, il 3×4 è quasi una scaletta: non è il massimo immediato, ma può essere un buon compromesso se immagini di poter uscire a 3 o 6 anni senza stravolgere il piano.

Le alternative “di contorno” (utili, ma non da inseguire per record)

Ci sono altri buoni che hanno senso, soprattutto se stai reinvestendo o vuoi durate lunghe:

  • Rinnova 4 anni, intorno all’1,50%, comodo per reinvestire somme in scadenza.
  • Ordinario 20 anni, fino al 2,50%, per chi ragiona davvero sul lungo periodo.
  • Indicizzato (10+ anni), con quota fissa e variabile, più adatto se vuoi protezione dall’inflazione che la caccia al tasso più alto.

Attenzione alle “offerte miracolose” e ai tassi che cambiano

Un errore tipico è inseguire voci di corridoio su rendimenti altissimi, tipo 7%. Nel 2026, quello che conta è verificare i tassi aggiornati: possono cambiare nel tempo e il valore reale dipende anche da tasse e scenario economico.

Bonus culturali 2026: utilissimi, ma non sono investimenti

Qui c’è spesso confusione. I bonus culturali non generano interessi: sono buoni spendibili in ambito cultura e possono arrivare a 1.000 euro cumulabili.

  • Carta Cultura Giovani: 500 euro, per nati 2007 residenti in Italia, con ISEE fino a 35.000 euro, richiesta tra 31/1 e 30/6/2026, spesa entro 31/12/2026.
  • Carta del Merito: 500 euro per chi si diploma con il massimo, stesse scadenze, cumulabile.

La risposta che cercavi: quali comprare per il massimo rendimento

Se vuoi massimizzare nel 2026, la triade più “forte” è chiara: Plus 4 anni (se puoi aspettare la scadenza), Premium/Buono 100 (se rientri nei requisiti di nuova liquidità), e 3×4 (se preferisci rendimento a scatti con uscite intermedie). La scelta giusta, alla fine, è quella che ti fa dormire tranquillo mentre il rendimento lavora davvero.

Redazione Musica News

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