Ti è mai capitato di aprire un vecchio armadio, trovare una custodia rigida impolverata e pensare, “sarà la solita roba da soffitta”? Ecco, con le macchine da scrivere succede spesso il contrario: dentro quella valigetta potrebbe nascondersi un piccolo tesoro, soprattutto se parliamo di modelli vintage ben conservati.
Perché oggi una macchina da scrivere può valere tanto
Il collezionismo sta vivendo una fase vivace, un po’ come accade con vinili e orologi. Il fascino è tattile, concreto, quasi “musicale”: il suono dei tasti, l’odore del metallo, il gesto deciso del carrello. E quando un oggetto ha storia, design e rarità, il mercato lo premia.
In molti casi, una macchina da scrivere in buone condizioni può valere da 300 a oltre 1.000 euro, soprattutto se completa di accessori e documenti originali. La differenza tra “oggetto curioso” e “pezzo ricercato” spesso sta nei dettagli.
I modelli più ricercati (e quanto valgono davvero)
Non tutte le macchine fanno gola allo stesso modo. Alcune hanno un’aura particolare, altre sono semplicemente più rare o più desiderate per il design.
| Modello | Perché piace ai collezionisti | Valore indicativo |
|---|---|---|
| Olivetti Lettera 22 | Design italiano, portabilità, iconica | 300-500 euro (fino a 700-1.000 se completa e perfetta) |
| Olivetti Pluma 22 | Variante apprezzata, ma più “di nicchia” | 300-500 euro se ben tenuta |
| Lettera 31 e Lettera 32 | Diffuse, ottime se complete e funzionanti | 300-500 euro in buone condizioni |
| Studio 43 | Robusta, ricercata se in ottimo stato | spesso 300-500 euro |
| Hispano-Olivetti M40 | Interesse collezionistico variabile | dipende molto da condizioni e completezza |
Un caso speciale è la Olivetti Lettera 22, spesso al centro delle ricerche. È compatta, elegante, e legata all’immaginario di scrittori e giornalisti. Si trovano esemplari tra 300 e 500 euro quando sono “solo” ben conservati, ma il prezzo può impennarsi se ci sono scatola originale, manuali, custodia impeccabile, accessori e colorazioni particolari. In quel caso, non è raro vedere quotazioni tipiche nell’area 500-800 euro, con punte più alte per pezzi davvero rari.
Cosa fa salire il prezzo del 30-50%
Qui viene il bello, perché spesso il valore non dipende solo dal modello, ma da come “si presenta” oggi.
Ecco i fattori che contano di più:
- Rarità: tirature limitate, colori insoliti, versioni speciali. Anche una piccola differenza estetica può cambiare categoria.
- Marca e designer: alcune firme storiche sono più ricercate. Nel mondo delle macchine da scrivere, brand iconici e progettisti riconoscibili pesano parecchio.
- Condizioni: deve essere funzionante, pulita, senza ruggine, con meccanica fluida. Un tasto che resta giù o un carrello duro si traducono quasi sempre in un forte ribasso.
- Completezza e provenienza: custodia, manuali, nastri d’epoca, scontrini, certificati, persino una storia documentabile. Sono dettagli che fanno sentire il collezionista “al sicuro”.
Se ti sembra che questi elementi possano aumentare il prezzo in modo sproporzionato, pensa a questo: non stai vendendo solo un oggetto, stai vendendo un’esperienza integra, come se fosse appena uscita dal suo tempo.
Come stimare il valore senza farsi illusioni (o svendersi)
Il modo più concreto è confrontare le vendite concluse, non gli annunci ancora online. Le piattaforme come eBay, Catawiki e Wallapop aiutano a capire quanto la gente paga davvero, in base a stato e completezza. Capita anche di vedere lotti a prezzi molto bassi, come 12-200 euro, quando le macchine sono incomplete, da sistemare, oppure vendute “a stock”.
Un consiglio semplice, quasi da rituale:
- fotografa bene tasti, carrello, targhetta del modello e custodia,
- verifica se scrive in modo uniforme (anche solo su un foglio di prova),
- controlla ossidazioni e parti mancanti,
- annota tutto ciò che hai (manuali, accessori, ricevute).
Se hai un pezzo promettente ma non sai valutarlo, un restauratore specializzato può dirti se vale la pena intervenire. A volte una pulizia professionale fa la differenza tra “bella ma bloccata” e vendibile a cifre importanti.
Dove vive la cultura del collezionismo
C’è anche un lato affascinante, quasi comunitario. Associazioni e realtà museali, come quelle legate al Museo della Macchina da Scrivere, promuovono eventi, donazioni e incontri tra appassionati. E più cresce l’interesse, più certi modelli diventano “nomi di culto”, un po’ come succede quando riscopri la storia di una grande azienda come Olivetti.
Alla fine, la domanda giusta non è solo “quanto vale?”, ma “che storia sta ancora raccontando?”. E se la tua macchina da scrivere è completa, curata e autentica, quella storia potrebbe valere davvero parecchio.




